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Umiliati ed Esaltati : Capitolo I - I

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Una donna forte e virtuosa chi la troverà? Il suo pregio sorpassa di molto quello delle perle .- Proverbi 31:10. Le sue compagne di cella si erano addormentate. Adevisa russava. Sibilla aveva il volto di una statua della Vergine. Aveva provveduto ad alimentare la lampada sotto il suo pagliericcio, colma d’olio. Portandosela con l’acciarino nascosto nell’abito, uscì, silenziosissimi i suoi passi sul pavimento e sui gradini, cauta a non fare rumore urtando contro qualcosa o inciampando sulla pietra o su qualche pezzo di legno. Insomma, doveva stare attenta soprattutto ai resti dei lavori di restauro dell’Abbazia di Saint-Wandrille di Fontenelle, che, dopo l’incendio quarantasette anni or sono, era stata riconsacrata molto prima del suo arrivo, ma ancora c’erano tratti da riformare. Si raccontava che la notte dell’incendio aveva avuto una parvenza d’Armageddon. Le raffiche di vento che soffiavano nell’oscurità avevano diffuso una nuvolaglia costellata di scintille, che s

Tra la croce e la spada - Booktrailer

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   https://www.youtube.com/watch?v=Fg2bvAqFBqQ   Booktrailer del mio romanzo "Tra la croce e la spada", edito da "Io me lo leggo editore".

Tra la Croce e la Spada: un romanzo storico di ambientazione medievale

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PAG  427 Ebook 2,99 Cartaceo 18,50 INCIPIT DEL LIBRO – Forse ci siamo smarriti, – disse uno degli uomini che avanzavano nel bosco di faggi e secolari castagneti. – Se è per dire stoltezze, è sempre meglio tacere, – rispose il tarchiatello che camminava innanzi. – Dio apprezza il silenzio, non il pettegolare. – Non sembra ci apprezzi così tanto, – parlò un terzo, con il cappuccio di pelle di daino levato, proteggendo la nuca contro il freddo tagliente. – Se fosse il caso, saremmo arrivati a Gerusalemme. QUARTA DI COPERTINA Siamo nell’undicesimo secolo, all’epoca delle ingerenze del Sacro Romano Impero sulla Chiesa, delle spedizioni e conquiste normanne nel sud Italia, dello Scisma d’Oriente, dei pellegrinaggi che daranno poi origine alle Crociate. Matilde di Canossa, la grancontessa che diverrà celebre per aver mediato l’incontro di Gregorio VII ed Enrico IV, è ancora una bambina, figlia di Bonifacio di Toscana, allora uno dei più potenti feudat

Umiliati ed Esaltati : Capitolo III

  O Dio, affida al re il tuo diritto, al figlio di re la tua giustizia .- Salmi, 72:1 Il centro dello sfarzoso strascico appena arrivato a Boulogne-sur-Mer era un ragazzino sugli otto anni, dal volto sbiadito, ma il cui mantello cremisi che pendeva dalle sue spalle, addobbato d’oro e d’argento, avrebbe potuto rivestire un talamo. Sotto di esso, indossava una pesante tunica imbottita di color porpora, e i suoi capelli chiari, molto ben pettinati, erano cinti da una corona aperta costituita da quattro piastre rettangolari crivellate di pietre preziose, intestate da una croce: quella era la corona di Carlo Magno, la corona del re dei franchi. E quel bambino, che un anno prima sua madre aveva visto inchinarsi con lo sguardo intimorito, mordicchiando il labbro inferiore, mentre era incoronato re associato al padre – allora ancora vivo – , era il re Filippo. La regina Anna rammentava che, una volta conclusa la cerimonia d’incoronazione, quando nella stanza del giovanissimo

Vita e Tentazione di Giovanna d'Arco - Capitolo X

  Quella famiglia viveva nel villaggio di Domrémy, situato in una zona alta della Lorena che fa parte dei domini della catena dei Vosgi, ricca di fiumi e foreste. Non stupisce che i sovrani d’altri tempi l’abbiano scelta come luogo preferito per le loro battute di caccia. Si dice che Carlo Magno si sia ricongiunto da quelle parti con uno dei suoi falchi, che gli era sfuggito ad Aquisgrana, colpito di gran meraviglia nel rivederlo, durante un suo viaggio, appollaiato in sua attesa su un arbore autunnale. La leggenda prosegue raccontando che, quando l’altero uccello fece ritorno sul braccio dell’imperatore, l’albero si riempì di foglie e fiori come fosse in primavera, tutto d’un tratto dando vita alla più rigogliosa vegetazione. Isabelle interpretava questa storia come un indizio che la Lorena trabocca di fertilità, e così aveva potuto dare alla luce quattro figli – ora cinque – senza perdere nessuno. Anche le sue amiche e vicine avevano tutte almeno due figli sani e robusti. Pote

Vita e Tentazione di Giovanna d'Arco - Capitolo IX

  - È la nostra Giovanna, Jacques! Oh, quanto mi sento vicina a Nostro Signore dopo aver portato con il mio dolore e il mio sangue un’altra piccola creatura a questo mondo, proprio com’Egli ci portò speranza e possibilità di redenzione dai nostri peccati! - Isabelle disse a suo marito non appena lo rivide, già con la piccola fra le braccia. Jacques, la sua fronte sudata quasi tanto quanto quella di sua moglie, l’asciugò con un fazzoletto sbiadito che portava seco come un portafortuna. Lo aveva usato anche in seguito alla nascita dei figli precedenti. Aveva detto settimane prima che gli sarebbe risultato indifferente se fosse venuto alla luce un pargolo, un altro per aiutarlo a lavorare sulla terra, a faticare al suo posto quando avesse avuto altri compiti da adempiere, o una seconda bambina, che sarebbe potuta restare a casa con Isabelle, per collaborare con la madre nello svolgimento dei doveri muliebri. Durante la stessa conversazione, avevano deciso che il suo nome sarebbe s