Vita e Tentazione di Giovanna d'Arco - Capitolo IX

 

- È la nostra Giovanna, Jacques! Oh, quanto mi sento vicina a Nostro Signore dopo aver portato con il mio dolore e il mio sangue un’altra piccola creatura a questo mondo, proprio com’Egli ci portò speranza e possibilità di redenzione dai nostri peccati! - Isabelle disse a suo marito non appena lo rivide, già con la piccola fra le braccia.

Jacques, la sua fronte sudata quasi tanto quanto quella di sua moglie, l’asciugò con un fazzoletto sbiadito che portava seco come un portafortuna. Lo aveva usato anche in seguito alla nascita dei figli precedenti.

Aveva detto settimane prima che gli sarebbe risultato indifferente se fosse venuto alla luce un pargolo, un altro per aiutarlo a lavorare sulla terra, a faticare al suo posto quando avesse avuto altri compiti da adempiere, o una seconda bambina, che sarebbe potuta restare a casa con Isabelle, per collaborare con la madre nello svolgimento dei doveri muliebri. Durante la stessa conversazione, avevano deciso che il suo nome sarebbe stato Giovanna se fosse stata una bambina.

Isabelle udì gli uccelli che canticchiavano fuori. Sembravano assai felici, dandole per un istante l’impressione che avevano pronunciato il nome della loro piccina. Si permise di sorridere malgrado la stanchezza.

- È come un uccellino, - Jean, il più giovane dei maschietti, aveva quattro anni. Isabelle lo considerava il più dolce tra i suoi bambini.

Pierre, quello di mezzo, era ancora zitto. Pareva osservare e ammirare il silenzio della piccolina.

Catherine, di soli due anni, si aggrappò al collo del padre dopo avergli chiesto che la cullasse. Aveva dato di spalle alla neonata. Si mise a piagnucolare:

- Lei non ti farà dimenticare di me, papà?

- Naturalmente no! - Rispose prontamente Jacques, ma Catherine storse il nasino. Suo padre dovette fornirle maggiori garanzie: - Non devi aver paura. La tua sorellina non ti darà un bel morso, poiché non è una lupacchiotta, né si prenderà il tuo posto! Guardala un po’ per qualche attimo!

- Sono stanca.

- Ma come mai? Oggi non hai fatto nulla tranne che succhiarti il pollice! - La voltò verso la più piccola.

Catherine dapprima minacciò di far scoppiare un urlio, ma poi si rassegnò con la presenza della nuova arrivata al mondo. Scrutò la madre, il cui volto si illuminava in un sorriso radioso. Adunque pure Catherine sollevò leggermente le labbra.

Jacquemin, il primogenito di dieci anni, che guardava la scena di sottecchi e talvolta sbuffava e si sfregava le mani, approfittò dell’arrivo dei mariti e fratelli delle vicine, venuti a fare i complimenti alla coppia, per andarsene. Isabelle si era accorta del suo atteggiamento e si era chiesta il perché, ma preferì per il momento non richiamarlo e concedere la sua attenzione ai vicini.

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