Il Verme del Sangue - Capitolo 2

Sul re di Gardariki incombeva la minaccia di perdere il trono. Ma Svafrlami aveva un’anima caratterizzata da un ardente bisogno di conquiste.

Era un devoto di Odino e quello era solo l’inizio della più dura prova rituale alla quale poteva sottomettersi un esperto di seidr. Emulava il sacrificio che si diceva che Óske1 avesse realizzato allo scopo di ottenere la saggezza delle rune, immolando sé stesso quando si era appeso all’Albero del Mondo, Yggdrasil.

Qualora fosse stata soddisfatta la terribile richiesta di restare per ottantuno giorni appiccato col capo in giù, il seidmadr avrebbe potuto estendere la durata della sua esistenza terrena, mantenendo intatta la sagacia; avrebbe acquisito una forza sovrannaturale, che sarebbe rimasta invariata per oltre cent’anni, dopodiché avrebbe cominciato a sminuire. La decadenza però sarebbe proceduta a rilento. Per di più, avrebbe potuto vedere, ogni qualvolta lo avesse voluto, tutto ciò che accadeva nei nove mondi.

Pochissimi tuttavia erano stati coloro ad aver completato un’impresa talmente ardua. Molti erano morti o si erano arresi a metà strada. L'anziana che gli si trovava sotto, la volva Eikintjasna, era una delle rare creature ad aver conseguito quel grande obbiettivo.

Sino a raggiungere i cent’anni, non sembrava averne più di quaranta. Ma erano trascorsi oltre duecento. A dire il vero, si avvicinava ai trecento, e per questa ragione si era appassita. Forse erano vicini alla fine i suoi giorni su Midgard.

Nondimeno erano vere le promesse del Sacrificio, poiché la Visione, la memoria e le sue capacità di ragionamento erano rimaste inalterate.

Per molti anni non aveva mai pensato di trovare, proprio al termine della sua vita, qualcuno in grado di succederla, benché lei e Svafrlami fossero in molti sensi alquanto diversi.

Intendeva migliorare il mondo degli uomini prima di lasciarlo indietro. Ecco perché era stata consigliera di re, come nel caso del precedente sovrano di Gardariki, Sigrlami, padre di Svafrlami. Ma presso costui non aveva avuto successo:

- Sigrlami era un porco ingordo! - Spesso tesseva confronti fra padre e figlio. Che se da una parte gli gonfiavano il petto, dall’altra gli facevano storcere il naso. - Pensava soltanto a ingozzarsi di carne e a riempire i suoi corni di birra! Certo, aveva alcune poche virtù, ma non era nemmeno remotamente paragonabile a te, che sei un allievo di gran lunga superiore, sia perché ti concentri meglio di chiunque altro che io abbia mai conosciuto, sia per il tuo genuino interesse per l’apprendimento. Sei lungi dall’essere pronto e perfetto, ma hai più qualità regali di quante ne aveva lui! - Di rado il sovrano di Gardariki esponeva le sue insoddisfazioni. Quando lo faceva, la divertiva, dal momento che lei aveva sempre ragione. - I saggi non hanno mai torto, altrimenti non sono saggi.

Non si aspettava però che il suo allievo, sebbene per inesperienza ancora gli mancasse saggezza, fosse talmente bravo. Che diventasse un buon re e un buon seidmadr era nei suoi piani. Ma compiere l’iniziazione dell’Albero?

Non di rado sembrava compiacersi di umiliarlo, eppure non era mica questo ciò che la spronava ad agire.

Senza dirgli nulla, si inorgogliva ogni giorno di più.

 

 

1“Colui che appaga i desideri”. Un altro nome di Odino.

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