Personaggi di "Tra la Croce e la Spada": Roberto d'Altavilla, detto “il Guiscardo”



Roberto d'Altavilla fu uno dei più grandi condottieri non solo del Medioevo, ma di tutta la storia. Lo storico inglese Steven Runciman lo definì come il più straordinario avventuriero europeo tra Cesare e Napoleone.

Il suo soprannome, dato da Gerardo di Buonalbergo, nipote di sua moglie Alberada, sorse probabilmente dalla fusione tra due parole normanne: wiska, cioè “scaltrezza”, o “astuzia”, e hard (“forte”, “valoroso”, un termine simile a quello inglese). Il wiskard era quindi “forte e scaltro”.

Il suo fratello più celebre fu Ruggero, Granconte di Sicilia, ma compaiono nella trama pure Malgerio, Guglielmo e Goffredo, menzionato nell'estratto sottostante.


Estratto:

Roberto fermò il suo cavallo e scese per prendere nel fango un sudicio e lacerato vessillo papale.

- Questo lo consegnerò a Sua Santità, - disse, rivolgendosi a Gerardo di Buonalbergo. - Sei una volpe crudele... forse troppo forte per essere una volpe. Da oggi in poi, dirò a tutti che sei Roberto, il Guiscardo, lo sterminatore dei clavisegnati, - il che portò l’Altavilla a sorridere, osservando che i suoi fratelli proseguivano verso i ruderi dell’accampamento papale per garantirsi qualche bottino.

Marte era forse brutto come Goffredo, ma non a caso giaceva con Venere: era difficilissimo, oltre che non temerlo, non amarlo.

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