Personaggi di "Tra la Croce e la Spada": Papa Gregorio VII



«E la sua morte fu come un temporale violento, accompagnato da grandine, a tal punto che tutti quanti aspettavano di morire a causa di questa terribile tempesta.» (Lupo, Annales Lupi Protospatharii)

Papa Gregorio VII, nato Ildebrando di Sovana, fu uno dei grandi papi riformatori e uno dei pochi pontefici eletti per acclamazione.

Alla morte di Alessandro II il 21 aprile 1073, mentre le esequie venivano eseguite nella Basilica Lateranense, esplose a Roma una forte protesta pubblica: “Che Ildebrando sia Papa!”, “Il beato Pietro ha scelto Ildebrando Arcidiacono!”

Ildebrando fuggì e si nascose per qualche tempo, così da rendere chiaro che aveva rifiutato la sua elezione. Ma poi fu finalmente trovato, nei pressi di San Pietro in Vincoli, ed elevato al seggio pontificio, con la dovuta approvazione del clero romano, tra le ripetute acclamazioni del popolo.


Estratto 1 (Tra la Croce e la Spada): L’imperatore Enrico era un vero cattolico, che desiderava il bene e la purezza della Chiesa, ma era anche un uomo politico, che voleva che tale bene fosse in concordanza con obiettivi mondani. Inevitabile che la terra, malgrado i buoni frutti, imbrattasse di fango l’affresco del Cielo.

Papa Leone un giorno gli aveva confidato che, poco prima di essere stato chiamato da Enrico, quando era ancora il vescovo Brunone, aveva avuto un sogno nel quale una vecchia orrenda, coperta da luridi stracci, lo importunava e cercava di strappargli l’abito.

L’aveva fermata facendole il segno della croce sulla faccia; la vecchiaccia allora era caduta pietrificata, risollevandosi in seguito con il volto e le vesti trasfigurate, trasformata in una giovane dalle sembianze di una principessa.

Credo fosse la stessa Chiesa, Santità, ” Ildebrando aveva commentato la visione. “Prima maltrattata financo nella prosperità materiale, sembrando moralmente decrepita, indi rialzandosi per rendere gloria a Dio, trasformandosi in oro spirituale e sposa del Signore.”

Leone non gli aveva risposto con il verbo, ma aveva sorriso, facendogli intendere che approvava la sua interpretazione.


Estratto 2 (Umiliati ed Esaltati): Alla festa di Pentecoste, Ildebrando ricevette l'ordinazione sacerdotale. Invece si sarebbe dovuto aspettare fino al 29 giugno, la festa della cattedra di San Pietro, per l'investitura come vescovo e la nomina come papa. Giorni d'angoscia per i suoi gregari.

Allorché arrivò il dì, investito con la mozzetta rossa, rossi altresì il piviale e le scarpe, bianchi i calzini e l'abito talare, fu messo sulle spalle dei fedeli, che se lo passavano allegramente. Attraversarono i giardini fioriti e le decadenti rovine, i monumenti del vecchio impero, fino a raggiungere la Chiesa di San Pietro, dove in seguito alla cerimonia di consacrazione poté sedersi quale principe degli apostoli.

Sono un peccatore indegno di ricevere un onore talmente gravoso, ” le sue prime parole sulla cattedra pontificia. In quegli istanti era difficile non credere alla sincerità dell’umiltà e della fragilità appena dichiarate. “Ma se al mio piccolo essere Dio ha concesso la supervisione di tutte le chiese del mondo, non mi è lecito in nessun modo disobbedirlo, ” Ildebrando però cambiava similmente all’acqua che si trasforma in vino, e questa era una delle sue principali virtù. Aveva dato inizio al suo volo verso la cima dell’unico monte rimasto dopo il Diluvio.

Realizzerete cose assai più straordinarie di quelle che possono essere poveramente concepite dalla nostra scarsa immaginazione. Siete comparabile a un’aquila che si innalza al di sopra degli altri uccelli, i cui occhi si fissano come le stelle che brillano nel cielo. ” gli disse Cencio quando fu per la prima volta ricevuto, affrettandosi a prestargli giuramento di fedeltà. 

Gregorio VII non si dimostrò sorpreso, turbato o diffidente; gli pronunciò il suo perdono e gli raccomandò di “non peccare più”, con la grandezza di colui che sa di avere nelle mani le pietre più aguzze.

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