Personaggi di "Tra la Croce e la Spada": Scarpetta De' Canevari



Si racconta in alcune cronache, come in quella del vescovo Sicardo di Cremona, che Bonifacio di Canossa fu ucciso da “un tal Scarpetta de Canevari” durante una battuta di caccia nel bosco di Spineda.

Invece il biografo di Matilde di Canossa, Donzione, non parla di morte violenta.

Siccome si tratta di un periodo in cui le fonti sono talvolta contradittorie, e non si sa quale sia la verità, ho scelto la versione dei fatti che mi è sembrata quella più adatta per conferire maggiore drammaticità alla trama.

Come personaggio, non essendoci molte informazioni sulla sua persona, Scarpetta è stato uno di quelli che mi hanno lasciato più spazio all'immaginazione.


Estratto 1: “Scarpetta fu portato dentro il castello. Lungo il percorso fissato da persone che non lo insultavano per l’omicidio del loro signore: alcuni erano più o meno curiosi, additandolo; altri apprensivi, e pertanto non aprivano bocca.

Un maniscalco lo guardava dall’entrata della sua officina, con un’aria che al catturato pareva essere riflessiva ma anche d’ammirazione. S’immaginò che quell’uomo avesse smesso all’istante di martellare, giungendo in fretta alla porta, dopo essere stato chiamato dal figlio, che doveva avergli gridato che stavano conducendo alla vedova del despota l’uomo che lo aveva ucciso.”


Estratto 2: “E successivamente il sacerdote asperse su di lui l’acqua benedetta, pregò, gli impose le mani sul capo e l’unse con l’olio santo, prima che tre monaci arrivassero con un pezzo di pane raffermo e una coppa di legno contenente del vino, che portarono alle labbra del condannato, il quale si pose a bere e masticare con soverchio gusto, dimostrando di avere fame, mescolando entrambi gli ingredienti dentro la bocca.

- Vai più in fretta, - il boia si avvicinò e colpì le spalle di Scarpetta con il manico della spada, quasi facendolo rovesciare la miscela nel recipiente.”

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